Il gruppo EXtempore: (Prima o poi.....)


Antonio Mariani

Trainer e Regista di Extempore.….io sarei questo?

Mia madre direbbe che proprio in un gruppo di improvvisatori dovevo fare il regista!

E perché non l’insegnante di dizione per muti?

E poi direbbe che, a rigor di logica, anche un mulo è un Trainer!

Origini contadine appena accennate…

Lo so, è stato assurdo tutto questo improvvisare, ma quando c’è di mezzo l’amore solo l’assurdo ha un qualche piccolo senso.

Ed io amo Extempore e la sua improvvisazione.

Il giorno del Giudizio dirò su per giù  cose come questa.

Per il resto, questo Regista-Trainer del cavolo…ama in maniera struggente l’imprecisione e l’incompletezza e diffida delle pianificazioni (grave no?)…se deve comprare un tappeto si assicura sempre che abbia almeno una piccola falla e non ha mai posseduto un’automobile perfettamente funzionante…ama inselvatichirsi su isole deserte quando può, scrivere leggere e far di conto.

Non gli interessa essere amato poco da molta gente ma punta ad essere amato molto da pochi.

Per queste rare doti,di questo gruppo è il primus inter pares (pares).

In realtà ha ricevuto i galloni di Regista solo perché è l’unico che non ha crisi isteriche quando si nomina Stanislavski!

Dopo aver visto tanti colleghi attori perdersi tra successi ed insuccessi, pubblici e privati, ha scoperto che di tutta la faccenda del “recitare”, il valore che gli interessava davvero preservare era la dimensione della ricerca.

Come dire che fosse per lui il teatro si sarebbe  fermato a Grotowski!

Poi ha fondato,per scherzo e per errore, questa Extempore e  si è accorto della gravità del fatto solo quando era troppo tardi, quando hanno cominciato ad arrivare tante persone….ha preso allora a chiedersi cosa cercasse di preciso questa gente che non fosse il diventare “ricchi e famosi” di tanti colleghi attori o la particina in un serial di poliziotti in tv. Ancora non l’ha capito e spera di non capirlo mai del tutto.

Intanto cammina e ritiene che dovunque arriverà Extempore, quello sarà un bel posto anche per lui.

Dopo milioni di lezioni, spettacoli, corsi, notti a parlare di improvvisazione, a scrivere spettacoli, inventare modi di improvvisare, litigare ed amare, ancora non è stanco.

Forse perché si diverte un casino.

Antonio Avella

Classe 70, romano di Roma.... beh diciamo mezzosangue!!!… diviene Ingegnere in quel di Firenze dove rimane folgorato dall’improvvisazione.

Con lo scopo di vincere la propria timidezza, inizia un percorso formativo nella scuola fiorentina di improvvisazione teatrale (insegnante il toscanissimo Giovanni Palanza), ma poi tutte le strade lo riportano a Roma dove ricerca  e stimola l’allora sconosciuto (come insegnante) Antonio Mariani,  all’avviamento di un nuovo percorso di formazione improvvisativa nella Capitale.

Ama dire che se non fosse stato lui ad offrire tutte quelle cene al Regista-eremita, oggi Extempore non esisterebbe.

Senza risparmio alcuno di filetti al pepe annaffiati da ottimo Dolcetto, riesce a risvegliare l’incoscienza del regista-fannullone oltre alla capacità dello stesso di far emergere e crescere in ognuno le proprie peculiarità creative.

Durante il durissimo training improvvisativo iniziato credendosi un agile trapezista, si scopre invece “porteur”, più spalla che comico e calca con lo stesso entusiasmo sia le tavole di onorati e polverosi palcoscenici sia i birrosi pavimenti di sordidi pub  con lo spettacolo-format IMPROBOMBADILL.

E’ conosciuto negli ambienti improvvisativi per il celebre personaggio del “muflone”con il quale sfiora quasi l’Oscar, oltre che per i suoi mitici Cristi e Belle Addormentate (tutti personaggi resi possibili dai suoi fluenti e lunghi capelli che cura con ricercatissimi balsami iraniani).

Ama però essere ricordato per i suoi nuovi e più maturi personaggi, più profondi, meno impulsivi e meno corporali, precisi nei dettagli, quasi senza parole, alla ricerca infinita del “tenere la scena” in silenzio, passando dall’informale al surreale, dal non detto all’assurdo, dal sussurrato alla sceneggiata….e basta con stà storia del muflone!!!

Fa parte stabile della compagnia EXTEMPORE in qualità di ex ultimo giapponese sopravvissuto ai vari terremoti e cataclismi attraverso i quali è passato il gruppo, continua la sua ricerca (che altro potrebbe fare ormai?) ora tutta puntata in direzione delle “storie che si fanno da se”.

Ha certamente ormai centrato l’obiettivo di vincere la sua timidezza, ma in compenso è stato quasi radiato dall’Albo degli Ingegneri.

Incredibile la rapidità con cui se ne è fatto una ragione

Federica Mesiti

 

Nata a Roma il 31/10/1974, cerco di trascorrere questa vita - la prima o l'unica che sia, non fa differenza - al meglio che i miei limiti mi consentono. Metto più che posso di me in quello che faccio, ma ovviamente non è mai abbastanza (sono un'intimista perfezionista con tendenze maso...). Comunque sia, ho voglia di mettermi in gioco, di forzarli un po' questi maledetti limiti!
E il desiderio di giocare con le emozioni, prendendole sul serio con ironia, insieme all'incredibile fascino di salire sul palco ed essere chiunque tu voglia, tutti quelli che non farai in tempo a essere nella tua vita che è breve - sempre che sia l'unica a disposizione - mi hanno condotto all'improvvisazione, l'ideale per chi, come me, è alla perenne ricerca del colpo di scena, del finale a sorpresa, dell'epilogo ideale...sapendo di avere non una, ma infinite possibilità di trovarlo!

Laura Cirioni

L’improvvisazione l’ho incontrata per caso.

Si potrebbe dire che mi ci sono imbattuta. Anzi, che mi è proprio venuta addosso,  senza rispettare le precedenze della strada che stavo percorrendo.

E’ giusto dirlo, l’improvvisazione è una gran prepotente: ha avuto perfino il coraggio di dirmi che aveva ragione lei.

Forse si, forse no. Chissà. I vigili quando servono, non ci sono mai.

 

Come fu, come non fu…. Ora ci sto in mezzo… si potrebbe dire che sono inguaiata….

 

Eh già, perchè, adesso come la metto con tutte le contesse, matrone, donne di facili costumi, gente comune e straordinaria che improvvisando porto in scena…Come glielo dico a tutti questi personaggi che se scendono da quel palco, devono studiarsi i loro copioni?

Io sono una psicologa, non posso proprio farlo. E’ una questione di deontologia professionale. Mica mi posso far radiare dall’albo.

 

E poi ci sarebbe l’altra questione dei rapporti tra i personaggi…. Mi sfuggono proprio dal controllo…Questi appena si vedono sul palco, costruiscono storie tra di loro, senza rendere conto a nessuno di niente. Si guardano negli occhi e, zac…. chissenefrega di quello che si può o non si può fare. Millenni di regole sociali che vanno in fumo in un batter di ciglia.  Poi, capirai, con il pubblico che ride sotto… un delirio collettivo. Chi ce li rimette in riga?

Io sono un’anarchica, non posso proprio occuparmene. E’ una questione di credibilità. Mica posso improvvisarmi democristiana…

 

Sono una di Extempore, io.

Luca Rasi

luca rasi ...detto più semplicemente "ILRASI"

... padovano...di padre..torinese...di madre...

romano per ½ vita...l'altra mezza tra sardegna, bologna etc etc

insomma un vero bastardo!...

....a parte le cose che non si possono scrivere ho due enormi passioni

...la prima,  nasco e vivo per l'acqua ..nel senso che ho nuotato faccio nuotare e vendo nuoto

.... la seconda è arrivata con il tempo... è l'improvvisazione

...mi è consona....l'esaltazione del mio carattere ...con un minimo di regole.......ma un massimo con i compagni di avventura della compagnia.... EXTEMPORE...

Marino Midena
 
midena

Nasco a Roma qualche primavera fa senza sospettare che la mia scheda sarebbe finita su un sito di improvvisatori teatrali.

A saperlo probabilmente avrei cercato di vivere diversamente.

L’incontro con l’arte, intesa in senso ampio, è arrivato tardi a coronamento di un tortuoso e molto indiretto percorso. Non posso, quindi, vantare un curriculum artistico attraente (a meno di non considerare l’autografo con dedica di Valeria Golino!). La scoperta con l’improvvisazione teatrale non è stata, però, casuale. Sentivo, infatti, una certa pulsione e una ingiustificata convinzione di averla nelle corde.

E sono andata a cercarla.

Dopo pochi anni da improvvisatore devo dire che forse mi sbagliavo, non ci sono persone predisposte, serve più semplicemente essere, invece, “disponibile”. A rinunciare alle certezze, a metterti ogni volta in gioco e ad aspettare gli altri che sono sul palco e accettarli ed ascoltarli. Per me “muy muy complicado”.

E’ un arte democratica che vuole la parola di tutti e che respira aria collettiva (anche se casualmente e per pochi minuti si è soli sul palco).

Essa….l’improvvisazione in genere non si fa conquistare (e se cede è solo per qualche ora), ama invece le ripartenze. Non potrebbe essere altrimenti visto che è un’arte che mentre vive automaticamente si consuma.

Una faticaccia per chi sognava semplicemente di fare teatro senza copioni. Tocca rimboccarsi le maniche ed accettare successi e fallimenti.

Tanto sono a nostro fin di bene

Camilla Montevecchi

Era un nervoso lunedì come tanti quando all’improvviso una amica napoletana mi trascinò  ad un “non-so-di-che-si-tratta” corso. Non avevo proprio potuto rifiutarmi…era a due passi da casa: di lì a poco sedevo in un cerchio di perfetti sconosciuti a scambiare pensieri profondi e –stupefacente – a giocare come se fossimo una banda di ragazzini undicenni in gita scolastica! 

    Non potrò mai dimenticare le risate e le lacrime sgorgare fuori insieme da chissà quale pozzo segreto liberando canali ostruiti da anni di inquietudine. Per pochi minuti ero tornata leggera e spensierata come da bambina, avevo ritrovato quel tempo perduto. Quando poi scoprii che avrei potuto sentirmi, pensare, perfino parlare come un’altra da me, la questione si fece seria.

   L’improvvisazione mi stava indicando una via per esplorare a pieno la parte invisibile del reale e di me stessa. L’assenza del copione ed il ritmo forsennato del non-pensiero avevano il sapore della vita vera, quella vissuta attimo per attimo, una cosa che cercavo da sempre. 

   E non ero sola: c’erano gli altri, avrei imparato a conoscerli e a vedere in loro personaggi sempre nuovi. Percezione, visione, comunicazione dell’invisibile: certo non è facile, ma quando riesce è esaltante. Provare per credere….

Ruggero Rocchetti (per gli amici Bibbi)
 
Stefano Caruso

Ho scoperto il teatro e l’improvvisazione dopo un percorso di ricostruzione personale. Insomma uno di quei periodi dove scendi e scendi nel tuo pozzo nero e non sai quando mai finirà. Nel risalire dalle profonde oscurità ho realizzato che potevo mettermi alla prova rispetto a tutte quelle cose che avevo sempre desiderato fare nella vita, una di queste era  proprio l’ATTORE. Ho cominciato con il teatro di testo classico per approdare casualmente all’improvvisazione in una piovosa giornata di ottobre e mai avrei pensato di improvvisarmi lo stesso giorno come cavallo della Guardia di Finanza!! Nell’improvvisazione tutto è possibile, puoi essere una casa al mare, un granello di sabbia, un cestino di rifiuti, Napoleone, il tuo vicino di casa, un marziano od un vulcano che erutta…è un mestiere completo .Improvvisazione è scelta di ascoltare senza intervenire, scelta di esserci per un attimo riempiendo un piccolo vuoto,sostenere il tuo compagno immerso nella sua improvvisazione. Sensazioni leggere, sorrisi, vicinanza e condivisione, queste sono le sensazioni che vivo quando improvviso,per questo mi sento spesso un  Extempore…

Roberto Caire
 

L'attuale compagnia Extempore è costituita da:

Antonio Mariani

Antonio Avella

Federica Mesiti

Laura Cirioni

Luca Rasi

Marino Midena

Camilla Montevecchi

Ruggero Rocchetti

Stefano Caruso

Roberto Caire